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Aree naturali e chiese rupestri

Il territorio di Mottola è particolarmente caratterizzato dalla presenza di zone boschive. Infatti, i boschi, estesi per circa 5800 ettari, rappresentano il 30% della superficie comunale, ultimi lembi della grande foresta che sino alla fine dell’Ottocento ricopriva gran parte della Puglia e della vicina Basilicata.
Il comune presenta nei suo boschi almeno quattro tipi di querce, il leccio (Quercus ilex), la roverella (Quercus pubescens Willd), la Spinosa (Quercus Coccifera o Calliprinos Webb) e il fragno (Quercus Trojana Webb), una delle querce più rare presenti in Italia. Tra i principali boschi vi sono quello di Sant’Antuono, quello di Lama Cupa e quello di Burgensatico.
Il bosco di Sant’Antuono, di proprietà del comune, sorge su dodici collinette alte tra i 400 e 460 m s.l.m.. Situato nella parte nord-est della città, esso si estende per circa 520 ettari ed è un bosco prevalentemente di quercia di fragno. Tra la fauna del bosco è da segnalare la presenza dei cinghiali, anche se il loro numero negli ultimi anni è diminuito, soprattutto a causa della caccia.
Il bosco di Lama Cupa, a nord della città, situato nella zona di Dolcemorso, sorge su un soprassuolo di circa 200-300 m s.l.m. Anche questo bosco è prevalentemente di querce, ma è da segnalare anche la presenza dell’acero minore.
Il bosco di Burgensatico sorge su un altopiano posto a 276-300 m s.l.m.; anch’esso è un bosco prevalentemente di fragno, ma la sua caratteristica principale è la notevole presenza di orchidee selvatiche.
Anche la macchia mediterranea è presente in gran parte del territorio di Mottola, soprattutto nella zona delle grotte e delle gravine. La macchia mediterranea si presenta sotto forma di boscaglia arbustiva che, durante l’arco dell’anno, non perde mai la sua folta vegetazione e il suo colore caratteristico. Particolare è il paesaggio che si manifesta durante la primavera quando il territorio si riempie di una moltitudine di orchidee selvatiche. Importante è anche la presenza del rosmarino che caratterizza il paesaggio anche con il suo profumo.
Nella Terra delle Gravine la macchia mediterranea generalmente si presenta sotto forma di boscaglia, con le situazioni estreme della foresta sempreverde da una parte e della gariga dall’altra. Sullo spalto occidentale di Petruscio predomina quest’ultimo tipo di ambiente, che offre dal punto di vista botanico la particolarità di una ricca presenza di orchidee selvatiche, la cui breve ma affascinante fioritura si verifica in primavera.
La monumentale scalinata d’accesso al villaggio rupestre inizia a circa 200 metri a sud della muraglia. La sua struttura è estremamente diversa dalle ben più comode e “moderne” scalinate che troviamo in ambienti rupestri ascrivibili al periodo basso-medioevale, come a Casalrotto. I gradini sono irregolari, intagliati rozzamente nel tufo o appena sbozzati, e seguono le sinuosità naturali della roccia. Sulla destra è stata risparmiata dallo scavo una parete tufacea che costituisce la protezione dallo strapiombo. Tra i rozzi scalini si insinuano e fanno capolino le specie botaniche della macchia mediterranea che riescono ad adattarsi e a vivere sulle rocce aride e cotte dal sole del canyon. In effetti, a questo proposito, vi è da ricordare la rarità e la grande importanza naturalistica delle gravine pugliesi quale esteso sistema di biotipi rupicoli non montani.

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